Nell’ultimo numero della rivista Poesia è presentato l’americano Richard Wilbur.
Qui vi riporto una sua poesia, dalla raccolta Things of the world (1956).
La mente
La mente in gioco libero è come un pipistrello
che svolazza in una grotta tutto solo,
tentando con ingegno senza senso
di non finire contro un muro di pietra.
che svolazza in una grotta tutto solo,
tentando con ingegno senza senso
di non finire contro un muro di pietra.
Non ha bisogno di esitare o di esplorare;
percepisce oscuramente gli ostacoli
e può così scartare e virare, scendere e salire
in traiettorie perfette nell’aria più nera.
Questa similitudine è altrettando perfetta?
La mente è come un pipistrello. Esatto. Eccettto
che nella più felice intuizione
un grazioso errore può correggere la grotta.
Mind
Mind in its purest play is like some bat That beats about in caverns all alone, Contriving by a kind of senseless wit Not to conclude against a wall of stone. It has no need to falter or explore; Darkly it knows what obstacles are there, And so may weave and flitter, dip and soar In perfect courses through the blackest air. And has this simile a like perfection? The mind is like a bat. Precisely. Save That in the very happiest intellection A graceful error may correct the cave.