Domenica ho visto Sicko, il documentario di Moore sulla sanità americana. Lunedì mattina parlavo con mia sorella e le dicevo che alla fine siamo fortunati, perché in America se ne fregano della tua salute e ti fanno pagare spese esorbitanti. Lunedì sera sono stato 2 ore in ospedale: è la sfiga che incombe.
Colpa della pallavolo: mi stavo scaldando con Marco prima dell’amichevole con Zocca, salto per andare a prendere un pallone alto che va verso il muro per attaccarlo, ricado su un pallone col piede sinistro, la caviglia fra crick (o crock) e un male malissimo maloso e malesiano.
Marco mi porta di corsa a Modena e riesco a vedere solo una cosa della partita: una battuta dei nostri sbagliata.
Mi hanno preso dentro subito. Il medico si lamentava che essere ortopedico quella sera era una sfiga perché aveva 15 pazienti. Mi controlla la caviglia e sentenzia che ci sono da fare i raggi! Mi metto ad aspettare e Marco va a spostare la macchina e a chiamare a casa per dire cosa è successo, per spiegare che torna quando torna.
Io aspetto quasi due ore da solo nel corridoio. Non ho niente da leggere perché mentre facevo lo zaino per andare in palestra (lunedì dovevo essere in palestra 4 ore) mi sono detto: cosa me ne faccio di un libro oggi, tanto sarà una giornata di corsa. E dire che non esco mai di casa senza un libro. Rimane il lettore mp3, l’unico al mondo con le cartelle di Fumaretto e Mari. E Michele non lo sa ma mi ha tenuto compagnia per due ore con un suo concerto live in Policlinico di Modena (almeno per me era così, chissà cosa stava facendo lui al momento).
Marco riesce a tornare da me dopo un bel po’ e per venti minuti mi faccio raccontare i suoi progetti del lavoro e soprattutto il tavolo in legno di pero che sta disegnando, una roba costosissima.
Poi tutto si accelera, raggi x con una tipa straniera che mi dice “non capisco, hai il piede storto…” (ommioddio!ho il piede storto!è rotto!ecco, lo sapevo!), torno dal medico che mi fa questa fasciatura e mi dice di star fermo dieci giorni, di cui i primi 3 di assoluto riposo.
Io sono felice perché non è niente di rotto, ma quando arrivo a casa mi rendo conto che non riesco a stare a letto nemmeno per quelle 8 ore di sonno “standard”, figuriamoci per 3 giorni.
Beh, sarò costretto a studiare….
Se qualcuno mi vuole venire a trovare, sapete dove trovarmi. Solo annunciatevi prima, che metto in ordine…