Si sbagliavano. Non è neanche il punto più a ovest di Europa (ma quello più a sud-ovest secondo i Portoghesi- bello sforzo per ottenere un primato qualsiasi…).
A Cabo de Sao Vicente il mondo può finire. Ovunque ti volti vedi l’oceano e puoi fare solo ritorno sui tuoi passi, indietro, nella terra sicura.
Da Cabo de Sao Vicente, se guardi a Sud c’è l’Africa, se guardi a Ovest l’America. Non c’è bisogno che le vedi, ma solo che tu sappia che ci sono.
A Cabo de Sao Vicente tira un vento forte, così forte che Alfieri si sarebbe incazzato un bel po’ e forse gli sarebbe venuto l’esaurimento nervoso. Non è che soffi in una sola direzione, ma in tutte contemporaneamente o alternativamente – quindi neanche il vento ti può guidare, ti sa indicare una via.
Era da più di un anno che volevo vedere l’oceano.
L’ho visto prima dalla macchina, poi nell’Algarve, ho fatto il bagno a Carvoeiro, dove mi sono sdraiato sul bagnasciuga a sentire l’Oceano arrivare e andarsene. Stessa cosa a Lagos.
Peccato mortale credere di esser parte dell’oceano! Cabo de Sao Vicente ti porta alla realtà.
A Cabo de Sao Vicente mi sono seduto, pensoso.
Penso troppo al mio futuro, penso troppo e vivo male, penso che fra più di un anno cambieranno i miei progetti, penso che fra più di un anno avrò nuove verità.
Avrei voluto tante altre persone lì con me a Cabo de Sao Vicente.
Non me ne vogliano i miei compagni di viaggio, solo che quell’emozione che ho provato lì volevo condividerle con altri ancora. Con qualcuno di matto o con qualcuno di sano che ascoltasse i miei sproloqui sull’oceano mentre avevo gli occhi gonfi e lucidi.
Ma avevo gli occhiali da sole. E nessuno se n’è accorto.
Adesso sono dietro a un monitor. E nessuno se ne può accorgere.
