Sì, è il titolo di un romanzo di John Fante.
Il 2002-03 fu un anno terribile più o meno sotto tutti gli aspetti; per fortuna la fine della scuola e l’inizio di una storia d’amore molto importante riuscirono a salvarmi, a riportarmi a galla. L’estate mi ha sollevato e mi ha fatto recuperare serenità.
Quella che manca ora, quella che rende il 2006-07 un anno terribile. Anche qui si aspetta l’estate, forse (anzi, sicuramente) riempiendola di speranze; e di solito quando faccio così poi ci rimango male…
Nel primo post di questo blog parlavo di Uroboro, il serpente che si morde la coda; la storia torna su se stessa a distanza di quattro anni.
Molte situazioni si assomigliano, altre sono diverse anche se prendono gli stessi ambiti. In quell’anno lontano non sono riuscito a salvarmi da solo e nemmeno grazie agli amici – che forse oggi potrebbero essermi molto più di aiuto.
Il tempo.
Il tempo.
Il tempo.
Il tempo ha sistemato tutto.
Ho dovuto stringere i denti e aspettare, arrivare alla fine pieno di croste e di lividi – è stata dura, durissima.
Avevo una speranza nel cuore che mi spingeva, ma mi sono dovuto trascinare con molta fatica. Non sono fiero di me in quel periodo: non ce l’ho fatta con la mia forza, ma con l’inerzia; non ho reagito, ho tirato avanti.
Ma è tutto passato.
Il tempo.
Il Tempo.
IL TEMPO.
Il tempo cosa potrà fare questa volta?
So solo che anche ora mi sto trascinando.
2006-07 was a bad year.