Ieri ho dato un esame ed è andato benissimo. Era storia della critica letteraria ed era praticamente un monografico su Calvino scrittore-saggista-critico; praticamente ora conosco Italo Calvino a memoria.
Aver dato questo esame è una piccola liberazione: non fraintendete, l’argomento è interessante, il prof era bravo e i libri non erano noiosi, ma…
Calvino è troppo consapevole, troppo cervellotico; ho dovuto leggere tanti saggi in cui si pone domande sullo scrittore, sul lettore, sulla letteratura, sulla lettura. C’erano domande e risposte, prese di posizione, rifiuti, ma soprattutto tanta, tantissima consapevolezza.
Mentre studiavo per questo esame non riuscivo a leggere una riga di un libro senza caricarla di significati, senza complicarla all’inverosimile, cercando sempre un qualcosa… e non riuscivo a godermi il piacere della lettura.
Mentre studiavo non riuscivo a scrivere perchè pensavo al linguaggio che usavo, all’importanza delle parole, a ciò che in realtà volevo dire.
Ero troppo consapevole e poco spontaneo, stavo piacendo i piccoli piaceri che mi hanno portato a scegliere di studiare la letteratura. Quindi questo esame è una piccola liberazione: pian piano potrò ricominciare a godermi la lettura come un piacere, potrò rigodermi i libri senza pensare troppo alle tematiche e allo stile.
Per questo ieri mi sono buttato su un libro “frivolo”: Il signore dei vampiri di Davidson. Un ritorno alla mia passione del racconto fantastico e dell’orrore (assieme a quella dei vampiri).
Domani ripartirò nel preparare gli esami, ma oggi no. Oggi un po’ di libertà.
Una piccola liberazione
17 Gennaio 2007 di eljerroz