Periodo fecondo per i pensieri e per i progetti, per le idee su come ripartire, su come riempire il tempo. Ultimamente “il guizzo” che dico di avere si è presentato con maggiore frequenza.
Ho tanti tanti tanti progetti, ma hanno un problema: sono tutti da portare a termine.
Sono progetti di tutti i tipi: universitari, pallavolistici, letterari, musicali, teatrali e cinematografici – senza contare quelli fotografici per i quali aspetterò primavera e la fotocamera digitale.
Così tanta roba e tutta da portare a compimento dovrebbe farmi paura, vero? O forse fa paura a voi!
Alcuni di questi impegni sono a breve termine (fine di dicembre) e altri a lunghissimo termine (aprile 2008), questo permette loro di incastrarsi senza distruggermi la vita.
Ma mancano due cose ancora, due cose fondamentali.
La prima è l’intelligenza: non ne sono dotato e c’è poco da dire. Ho il guizzo, l’ispirazione, la pensata; ma l’intelligenza è altro, è ciò che può trascendere questi scarabocchi in ordinati segni geometrici. Citando Branduardi: “in ogni geometria ci vuol fantasia“. Io devo imparare a sistemare tutto geometricamente con quel poco di intelligenza che ho.
La seconda è il cuore, che non è presente qui e ora. Si fa presto a fare mille cose per impegnarsi, a ripartire, ma il cuore continua ad essere lontano. Quello che c’è nel mi petto è un suo surrogato freddo, quello caldo che batte è lontano. Devo riuscire ad aver passione per ciò che faccio senza avere il mio cuore qui a portata di mano. Non è una cosa semplice.
La migliore soluzione che appare all’orizzonte è lavorare un poco ogni giorno, anche costringendosi, un po’ come con lo studio. E man mano che i progetti avranno uno sbocco vi riferirò. Potrebbe essere prima del previsto!